
La meditazione non è una fuga dal mondo, ma è vivere nel mondo in totale armonia con l'esistenza stessa. La meditazione è essere uno con l'energia cosmica che permea l'universo, la stessa che alcuni chiamano "Inconscio collettivo", altri chiamano "Dio". Hanno parlato di meditazione sistemi molto antichi quali l'Induismo, il Buddismo, il Cristianesimo, lo Zen.
Sebbene anche il nostro mondo occidentale cattolico abbia avuto la sua tradizione contemplativa, sembra che oggi tutto ciò abbia perso di interesse, e non si capisce come stare seduti immobili possa migliorare il mondo. Eppure dovrebbe essere chiaro come l’azione senza saggezza, senza una chiara consapevolezza di ciò che ci circonda, non possa migliorare nulla. Inoltre, come l’acqua torbida si chiarifica meglio lasciandola immobile, si potrebbe argomentare che le persone che praticano la meditazione, quietamente sedute senza fare nulla, stiano arrecando uno dei maggiori giovamenti ad un mondo in tumulto. Non c’è nulla di davvero innaturale nello stare seduti a lungo serenamente, i gatti lo fanno, i cani lo fanno ed innumerevoli altri animali.
Lo fanno i così detti popoli primitivi (indiani d’america, i popoli dell’africa) i contadini di quasi ogni paese. Poiché non si conosce il mondo semplicemente pensandoci, per vederlo concretamente quale è, non diviso in categorie e astrazioni, si deve osservarlo con una mente quieta, che non commenti, che non tragga spunto per i propri voli pindarici. Naturalmente, questa condizione non sorge dallo sforzo di provarla, viene da sé, quando si contempla senza uno sforzo della mente, perfino senza lo scopo di liberarsi dallo scopo. I pensieri svaniscono e si entra in uno stato di "consapevolezza senza pensieri" che non è uno stato soporoso, ma uno stato di consapevolezza più profonda, non offuscata dai pensieri. In questo stato, la percezione è più intensa e stabile, lo stadio successivo, dopo che la propria a attenzione è illuminata, è quello nel quale si inizia a sentire un flusso di gioia che nasce dal cuore.
Questa gioia traboccante e spumeggiante è la gioia del Sé, la gioia dello Spirito eterno. Questa esperienza è stata chiamata "Realizzazione del Sé" o "Illuminazione". Il suo manifestarsi non dipende da nessun agente esterno, la gioia è qualcosa che appartiene a ciascuno e si verifica in uno stato di totale pacificazione. Ogni nostra preoccupazione esteriore svanisce istantaneamente nel momento in cui la gioia colma il nostro essere con la sua luce ed il suo nettare. In questo stato si percepisce la natura eterna e universale del nostro "Sé". Ci rendiamo conto che non siamo il nostro corpo, né la mente, né le emozioni, ma che siamo invece eterna consapevolezza, il Sé senza inizio e senza fine. E' in questo stato che si esperisce l'unità dell'intera umanità perché si percepisce in se stessi il proprio Sé e si riconosce lo stesso Sé negli altri.
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