L’uomo è un essere consapevole. Ma consapevole di che cosa? Cartesio disse: “Io penso, dunque sono.” Allora l’uomo è consapevole di esistere. Questa è la base, il punto fermo su cui è stato costruito l’edificio della scienza, che da un lato ha fatto progredire l’umanità con passi da gigante ma dall’altro non ha saputo fornirle gli strumenti per superare le rivalità, l’odio, le sopraffazioni, i crimini, le guerre, e tutto il resto. Infatti, per merito della scienza-o per sua colpa?- l’uomo è diventato la misura di tutte le cose, il suo ego si è gonfiato a dismisura ed egli n’è divenuto schiavo. Egli tende ad ascoltare solo il proprio cervello, senza capire che, quando si tratta del suo “io”, la mente gli fa vedere una realtà soggettiva, dunque non obiettiva. Chi può dire di conoscere realmente il proprio sé? Sappiamo che esistiamo, ma sappiamo che cosa siamo realmente? E se non sappiamo cosa siamo noi, come possiamo sapere cosa sono realmente gli altri?
:: La Psicologia Moderna
La psicologia moderna, che attinge a Ma slow, Adler, Jung, Frankl, Assaggiali e Rogers, per menzionarne solo alcuni dei più importanti, ha introdotto i concetti dell’inconscio collettivo, degli archetipi, dell’essere primordiale, dei vari stati di coscienza, dell’autostima e della piena realizzazione delle potenzialità dell’uomo nelle “peak experiences”, cioè quelle vette altissime, ma ahimè rare di consapevolezza dove l’uomo si sente realizzato.
:: L’uomo oggi
Oggi ci troviamo di fronte al risveglio collettivo di un bisogno interiore dell’uomo di superare le barriere create dal suo ego e dai suoi condizionamenti culturali e religiosi; condizionamenti legati all’epoca in cui viviamo, alle mode, alla scienza ed alle armi a doppio taglio che essa sforna in continuazione. L’uomo evoluto, colui che si pone il problema del “perché esisto?” è alla ricerca della realtà, della verità assoluta ma sfuggente che si cela dietro alle mille illusioni del mondo moderno, dietro ai richiami del denaro, del sesso, del benessere materiale, del lusso e del potere. In altre parole egli cerca l’ “illuminazione”, quell’illuminazione inseguita per tutta la vita dagli “iniziati” e raggiunta da qualche eremita, la scoperta del divino nella sua dimensione assoluta, totale, infinita e allo stesso tempo unitaria, l’unione del sé individuale con il Sé universale. Ma non a livello intellettuale, non basta comprendere la Bhagavad Gita o le Sacre Scritture a livello mentale; no, bisogna nascere una seconda volta, come disse il Cristo, “nascere dallo Spirito”, percepire nel proprio sistema nervoso centrale la Realtà più alta, la Realtà Divina che è in noi, il nostro vero Sé
:: Cos’è lo yoga
Questa unione del sé individuale con il Sé universale è il vero yoga, essa squarcia i veli dell’ego e dei condizionamenti che oscurano il nostro vero sé e lo fa risplendere nella luce dello Spirito. Solo quando questa luce illumina ogni cellula del nostro essere, la nostra mente riesce a riconoscere la Realtà ed a percepire il proprio Sé reale. Prima della Realizzazione del Sé l’uomo vive nell’illusione di un io personale, separato da tutte le altre creature altrettanto separate, mortali e limitate.Dopo la realizzazione del Sé “sa” di essere esistenza pura, consapevolezza pura e vive il proprio sé come lo stato unico, comune a tutte le creature. L’uomo è questo anche prima della Realizzazione, ma non se ne rende conto; soltanto dopo la realizzazione egli prende coscienza di questo stato unico collettivo.